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venerdì 7 agosto 2009

Astronomia dalla Luna??

Per carità!!! Eppure..... La corsa alla Luna è ormai ripartita e credo sia inarrestabile. Perchè non approfittarne? Sono andata alla riunione del Working Group "Astronomy from the Moon" dell'IAU. Ne esisteva già uno ma forse si è estinto e quindi si sta ricreando. Potrei farne aprte ma vorrei documentarmi meglio: sia l'ESA (e l'ERC) che la NASA hanno promosso commissioni che hanno prodotto dei reports. Heino Falcke che ha promosso il meeting vuole fare radioastronomia a bassa frequenza dal lato oscuro della luna.... ovviamente è il suo campo e l'ha venduta bene, ma forse è anche l'unica cosa non folle (molte cose sarebbero già a TRL >=5) da fare. E se ci mettessimo un fotometro? E l'UV? I'll stay tuned....

lunedì 20 aprile 2009

Women can't do science?

Ci sono meno donne nell'ambiente scientifico americano (USA) che in Europa.
Ho sempre creduto che il motivo principale fosse da ricercare nella maggiore mobilità del mondo del lavoro negli USA, che determina ovvie difficoltà a conciliare famiglia e carriera.
Pare invece che non sia solo questo il motivo, ma che invece ci sia tuttoggi un pregiudizio in parte della società americana verso la capacità delle donne a fare scienza.
Questo è quanto si evince leggendo un articolo apparso sul Washington Post del 14 aprile scorso firmato da Christina Hoff Sommers. La Hoff Sommers interviene sulla politica del Presidente Obama, il quale ha auspicato l'estensione al campo delle scienze e dell'ingegneria di misure simili al Titolo IX, una legge che obbliga le Università americane a destinare uguali fondi alle attività sportive maschili e femminili. Obama ritiene che simili azioni, opportunamente adattate e perseguite con la dovuta attenzione, determinerebbero una maggiore partecipazione femminile alla scienza e all'ingegneria.
La Hoff Sommers ritiene che queste misure siano da bandire perchè danneggerebbero la scienza americana. Nel propugnare azioni per giungere ad una parità di opportunità per uomini e donne nel campo delle scienze secondo la saggista americana si vuole dare soddisfazione politica alle associazioni che lottano per la parità ma si ignorano le conclusioni di "altri" studiosi, che la Hoff Sommers ritiene essere la maggioranza, i quali affermano che le motivazioni per cui le donne sono maggiormente presenti nelle discipline umanistiche e sociali piuttosto che scientifiche siano "biologiche" e non da cercarsi nei condizionamenti sociali. Conclude la Hoff Sommers con un monito al Presidente e al Congresso a non sostenere una politica di uguaglianza dei generi "non testata" e non abbastanza "dibattutta" nel campo scientifico in cui agli USA è riconosciuta l'eccellenza e che è vitale per l'economia e la difesa nazionale!
L'articolo della Hoff Sommers è leggibile sul sito http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/04/13/AR2009041302119.html
La reazione indignata delle astronome americane può essere seguita sul blog "http://womeninastronomy.blogspot.com/2009/04/christina-hoff-sommers-is-at-it-again.html"

Pubblicato originariamente su http://www.professioneastronoma.it

venerdì 17 aprile 2009

Pianeti di altre stelle e vita nell'Universo


Giovedì 23 aprile alle 19, terzo incontro del "Caffè Scientifico alla libreria Tertulia", organizzato dal Dipartimento di Fisica e Astronomia e dall'Osservatorio Astrofisico di Catania. Si tratta di incontri con i ricercatori per discutere di argomenti di attualità scientifica; ogni incontro prevede una breve relazione introduttiva seguita da un dibattito.

Il tema di questo incontro, è Pianeti di altre stelle e vita nell'Universo. L'ingresso è libero.

venerdì 6 febbraio 2009

Cittadina del mondo....

Occuparsi di astronomia significa essere parte di un una comunità internazionale molto viva, avere amici e colleghi con cui interagisci giornalmente in diverse parti del mondo: Europa, USA, Cina, Russia, Giappone.. Significa viaggiare molto per conferenze, riunioni di lavoro e osservazioni con telescopi nei posti più reconditi (lontano dalle luci della civiltà). Significa soprattutto vivere la propria professione 24 ore al giorno.
Ma viaggiare molto, vivere in un contesto internazionale, tirare tardi la sera per un esperimento, per un dato che intriga o per scrivere un articolo, è cosa comune alla maggior parte degli scienziati.
Quindi? Cosa c’è di speciale in Professione Astronomo/a? Ogni astronomo/a avrà la sua spiegazione, e sono sicura che alcuni probabilmente pensano che non ci sia proprio nulla di speciale.

Sono arrivata a Fisica dal liceo classico, per voglia di occuparmi di cose che immaginavo più concrete degli studi letterari. Al terzo anno ho scelto Astronomia per curiosità. Quando ho iniziato la mia tesi di laurea, forse è stata proprio la dimensione internazionale del lavoro che mi ha colpito maggiormente. Era la metà degli anni 80 e si coglievano i frutti delle prime osservazioni con telescopi dallo spazio e i primi grandi telescopi da Terra. In molti altri campi della scienza - ad esclusione della Fisica - si era ancora molto chiusi nei laboratori locali.
Insomma, fin da subito ebbi la percezione che la professione dell’astronomo fosse un po’ speciale! Non smetti mai di imparare, scopri sempre cose nuove, impari a non dare niente per scontato, e in più ti fa sentire cittadino/a del mondo.

Voler diventare astronoma per sentirsi cittadina del mondo è quello che mi ha detto Nakisa, una giovane studentessa iraniana che ho incontrato la scorsa estate. Sentire dalla sua bocca parole che era state anche mie, non solo mi ha molto colpita, ma mi ha anche ricordato che lo studio dell’Universo da sempre è riuscito a a legare e far incontrare culture diverse.

Pubblicato originariamente su http://www.professioneastronoma.it