lunedì 29 ottobre 2012

Elezioni in Sicilia

"Ha vinto il partito dell'astensionismo!", titolano i giornali. E' vero, ma questo partito è multisfaccettato: è composto da un gran numero di persone che sono stufe... proprio stufe e disilluse. E tra questi ci sono quelli che hanno provato "delusione" o semplicemente non hanno trovato interesse perchè non c'è piu' nessuno che abbia la credibilità per promettere qualcosa. Tanta parte di questo popolo si è sempre messo in fila dietro il seggio elettorale per testimoniare la propria fedeltà e riconoscenza e per assicurare alla fonte delle proprie fortune, vere o promesse, di essere nella condizione di operare.... operare per distribuire in modo lecito o illecito, in ogni caso mai con l'obiettivo finale di fare avanzare complessivamente questa terra.... Guardo con costernazione al risultato finale... l'amministrazione della regione probabilmente messa in mano a chi non ha alcuna esperienza di amministrazione della cosa pubblica, mosso solo da parole populiste e vendicatorie quanto mai. E che amarezza vedere i dati che riguardano il PD e l'estrema sinistra, che messi insieme avrebbero potuto governare l'isola e tentare di ripetere almeno quanto da qualche anno sta succedendo in Puglia. Ma questi partiti - e il loro elettorato - non hanno la maturità di comprendere che in un sistema elettorale che non prevede ballottaggio, non è possibile dividersi se si vuole governare.

mercoledì 1 settembre 2010

I dieci diritti del lettore di Daniel Pennac (da "Come un romanzo")

I dieci diritti del lettore di Daniel Pennac (da "Come un romanzo")
1. Il diritto di non leggere
2. Il diritto di saltare le pagine
3. Il diritto di non finire il libro
4. Il diritto di rileggere
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
7. Il diritto di leggere ovunque
8. Il diritto di spizzicare (nel testo....)
9. Il diritto di leggere ad alta voce
10. Il diritto di tacere

per "bovarismo" trovo questa descrizione: ’immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l’adrenalina che sprizza, l’identificazione che diventa totale .... ovviamente leggendo!

sabato 15 maggio 2010

Le ho mai raccontato del vento del Nord?

"Le ho mai raccontato del vento del Nord? " di Daniel Glattauer mi è piaciuto molto. Un uomo e una donna cominciano per caso una corrispondenza via e-mail che si trasforma in rapporto epistolare sempre più fitto e personale. Non è nuova l'idea, penso a "You've got mail" con Meg Ryan e Tom Hanks. Ma è molto ben esplorato il linguaggio, la capacità delle parole di creare suggestione e infine intrigo. I due protagonisti cominciano a flirtare prendendone consapevolezza man mano fino a giungere all'impellenza di un rapporto reale. La storia rimane in sopseso... è chiaro che leggeremo un seguito, speriamo non banale. La storia è vecchia se riferita al mezzo di comunicazione, le e-mails. Mi sono ritrovata a immaginare i due corrispondere su più livelli: e-mails, ma anche sms, facebook (ovvero in piazza.... ). Ecco magari Glattauer ci ha pensato anche lui! Vedremo. Nel frattempo il seguito è già pubblicato in Germania, ma non esiste ancora la traduzione italiana (e neanche Inglese).

domenica 11 aprile 2010

La bottega dei desideri

La bottega dei desideri - di Karen Weinreb. Mi è capitato tra le mani perché lo hanno regalato a mia figlia. Mi ha incuriosito e l'ho preso in prestito (lei non lo ha ancora letto!).

Scorrevole ma anche un po' stucchevole. Didascalico, un po' favola a lieto fine (improbabile) dove il leitmotiv è l'importanza dell'essere sull' apparire... se non fosse per una pagina forse due di fantasie sessuali hot e totalmente gratuite ... direi che sarebbe stato un buon libro per adolescenti... certo imbarazzante per una madre da passare a un figlio/a.

giovedì 3 dicembre 2009

Fuggire dall'Italia??

Ho letto la lettera di Celli al figlio su la Repubblica (30-nov) e poi la risposta di Benedetta Tobagi (2-dic), e mi identifico nelle ragioni dell'uno e negli argomenti dell'altra.

Io faccio ricerca scientifica a Catania, una città dove gli sforzi e l'impegno serrato di un gran numero di persone - nel mondo accademico, nella scuola, nella magistratura, nella poca sana imprenditoria - non serve a nulla. Spesso ho l'impressione che ci sia una città nella città oppure una bolla parallela. Dentro questo guscio - molto ristretto e dalla buccia fragile - la Catania bene si muove in un contesto sociale non dissimile da quello di una qualunque grande città europea, ma fuori c'è la vera città, quella che è arretrata,violenta e spesso illegale.

Ho fatto per anni volontariato in questa città, oggi nella mia professione associo alla ricerca un impegno forte e volontario nella divulgazione scientifica, proprio perchè come dice B. Tobagi, l'unica via d'uscita è provare a seminare desiderio di cultura nel giovani per far intravedere loro l'esistenza di altro oltre lo squallore che li circonda.


Catania manca di una classe politica che abbia voglia di cambiare, che abbia visione e che desideri un futuro diverso. La nostra classe politica si autoalimenta e si rigenera sempre uguale coltivando privilegi, promesse al momento giusto e attenzione estrema verso gli interessi di coloro che sono in grado di esercitare un controllo mafioso del territorio (elettorato compreso). Questa classe politica fa si che la Catania "bene" stia dentro il guscio e non riesca a incidere se non all'interno del guscio stesso.


Voglio dire che in questa città i miei figli troveranno ancora un ottimo liceo dove formarsi, una decente ma non eccellente università dove specializzarsi, ma dopo?? Avranno alcuna possibilità di entrare nel mondo produttivo per merito e impegno? Il guscio è stretto e fuori è la giungla...

La novità degli ultimi tempi è cha la giungla si è estesa ovunque in Italia. La progressiva demolizione delle istituzioni pubbliche, lo scredito di cui è stata investita la scuola, il ridimensionamento dell'importanza sociale degli insegnanti, hanno visto come contrappasso l'affermarsi del compiacimento per il successo indipendentemente dal rispetto delle regole. La parola legalità si è svuotata di significato.


Il governare non è più inteso per un progetto comune e quindi non c'è possibilità di incidere per chi, come auspica B. Tobagi, si impegna perchè le cose cambino. Per farlo abbiamo prima bisogno di ricreare gli strumenti. Bisogna che non sia possibile consegnare la gestione politica del paese a chi ha interesse solamente a gestire i propri affari, alla stessa classe politica di oggi che riproduce se stessa. Io non ho la ricetta, vedo (o intravedo) solo in un massiccio sentimento di rinascita generale la possibiltà di cambiare. Non ho fiducia che questo possa avvenire dall'oggi al domani. A meno di non riuscire a trovare da qualche parte una personalità carismatica come Barak Obama, in grado di fare sognare le folle! Anche se da noi il carisma lo ottiene chi fa il furbo e mostra di saper gestire gli affari propri malgrado tutto e tutti.

Se non troveremo gli strumenti e il modo perchè la politica operi per un progetto comune, avrà ragione Celli a ritenere che sia preferibile fuggire da questo paese.


domenica 30 agosto 2009

Vacanze Romane

Dopo il Brasile, qualche giorno sull'Etna per le visite pubbliche organizzate in occasione delle "Lacrime di S. Lorenzo". Mai viste tante stelle cadenti quanto quest'anno!!! Il 12 agosto è stato come mai avevo visto! Fantastico! Anche il numero di visitatori è stato esorbitante: tra il 9 e il 14 agosto quasi 1000 visitatori! Considerando che la visita all'osservatorio prevede anche una "conferenza" e non dura meno di 1,5 ore, credo sia una incredibile testimonianza del fatto che la gente risopnde alle proposte culturali più di quanto ci si aspetti nel nostro contesto sociale.

Quindi a partire da metà agosto, una bella settimana da turisti a Roma. Ho sempre guardato con commiserazione ai turisti che girano in città sotto il sole, e questa volta lo abbiamo fatto noi! Roma fortunatamente ci ha ricompensato! Che meraviglia!