giovedì 3 dicembre 2009

Fuggire dall'Italia??

Ho letto la lettera di Celli al figlio su la Repubblica (30-nov) e poi la risposta di Benedetta Tobagi (2-dic), e mi identifico nelle ragioni dell'uno e negli argomenti dell'altra.

Io faccio ricerca scientifica a Catania, una città dove gli sforzi e l'impegno serrato di un gran numero di persone - nel mondo accademico, nella scuola, nella magistratura, nella poca sana imprenditoria - non serve a nulla. Spesso ho l'impressione che ci sia una città nella città oppure una bolla parallela. Dentro questo guscio - molto ristretto e dalla buccia fragile - la Catania bene si muove in un contesto sociale non dissimile da quello di una qualunque grande città europea, ma fuori c'è la vera città, quella che è arretrata,violenta e spesso illegale.

Ho fatto per anni volontariato in questa città, oggi nella mia professione associo alla ricerca un impegno forte e volontario nella divulgazione scientifica, proprio perchè come dice B. Tobagi, l'unica via d'uscita è provare a seminare desiderio di cultura nel giovani per far intravedere loro l'esistenza di altro oltre lo squallore che li circonda.


Catania manca di una classe politica che abbia voglia di cambiare, che abbia visione e che desideri un futuro diverso. La nostra classe politica si autoalimenta e si rigenera sempre uguale coltivando privilegi, promesse al momento giusto e attenzione estrema verso gli interessi di coloro che sono in grado di esercitare un controllo mafioso del territorio (elettorato compreso). Questa classe politica fa si che la Catania "bene" stia dentro il guscio e non riesca a incidere se non all'interno del guscio stesso.


Voglio dire che in questa città i miei figli troveranno ancora un ottimo liceo dove formarsi, una decente ma non eccellente università dove specializzarsi, ma dopo?? Avranno alcuna possibilità di entrare nel mondo produttivo per merito e impegno? Il guscio è stretto e fuori è la giungla...

La novità degli ultimi tempi è cha la giungla si è estesa ovunque in Italia. La progressiva demolizione delle istituzioni pubbliche, lo scredito di cui è stata investita la scuola, il ridimensionamento dell'importanza sociale degli insegnanti, hanno visto come contrappasso l'affermarsi del compiacimento per il successo indipendentemente dal rispetto delle regole. La parola legalità si è svuotata di significato.


Il governare non è più inteso per un progetto comune e quindi non c'è possibilità di incidere per chi, come auspica B. Tobagi, si impegna perchè le cose cambino. Per farlo abbiamo prima bisogno di ricreare gli strumenti. Bisogna che non sia possibile consegnare la gestione politica del paese a chi ha interesse solamente a gestire i propri affari, alla stessa classe politica di oggi che riproduce se stessa. Io non ho la ricetta, vedo (o intravedo) solo in un massiccio sentimento di rinascita generale la possibiltà di cambiare. Non ho fiducia che questo possa avvenire dall'oggi al domani. A meno di non riuscire a trovare da qualche parte una personalità carismatica come Barak Obama, in grado di fare sognare le folle! Anche se da noi il carisma lo ottiene chi fa il furbo e mostra di saper gestire gli affari propri malgrado tutto e tutti.

Se non troveremo gli strumenti e il modo perchè la politica operi per un progetto comune, avrà ragione Celli a ritenere che sia preferibile fuggire da questo paese.


domenica 30 agosto 2009

Vacanze Romane

Dopo il Brasile, qualche giorno sull'Etna per le visite pubbliche organizzate in occasione delle "Lacrime di S. Lorenzo". Mai viste tante stelle cadenti quanto quest'anno!!! Il 12 agosto è stato come mai avevo visto! Fantastico! Anche il numero di visitatori è stato esorbitante: tra il 9 e il 14 agosto quasi 1000 visitatori! Considerando che la visita all'osservatorio prevede anche una "conferenza" e non dura meno di 1,5 ore, credo sia una incredibile testimonianza del fatto che la gente risopnde alle proposte culturali più di quanto ci si aspetti nel nostro contesto sociale.

Quindi a partire da metà agosto, una bella settimana da turisti a Roma. Ho sempre guardato con commiserazione ai turisti che girano in città sotto il sole, e questa volta lo abbiamo fatto noi! Roma fortunatamente ci ha ricompensato! Che meraviglia!

venerdì 7 agosto 2009

Ultimo giorno a Rio

Stamattina ho incontrato due turisti italiani in ascensore. Che ci vengono a fare a Rio se la probabilità di essere rapinati è enorme? Bisogna travestirsi da locali, non avere niente addosso (ma come fai??) e girare per la città senza farsi problemi!! Il paesaggio è molto bello, Rio è incastrata tra montagne e colline e protuberanze e scogli e promontori, con il verde tropicale che attornia favelas e palazzotti antichi, pochi semi-grattacieli luccicanti, e altri lunghi palazzoni invecchiati. E le sue spiagge e baie.... Ieri una giovane astronoma russa è andata in spiaggia da sola, ha fatto il bagno e non ha ritrovato ne' scarpe ne' vestiti. E' rientrata a casa in costume coperta da fischi di apprezzamento della fauna maschile locale. Tutto sommato un'episodio che fa sorridere. I tassisti corrono in modo folle e spesso i taxi non sono puliti. La metro invece sembra sia sicura, ed è stranamente anche molto pulita.
Ho visto solo il Corcovado, ed è stata una escursione molto carina, con il trenino a cremagliera che porta fino in alto.
Mi dispiace lasciare l'IAU a metà strada, anche se sono strafelice di tornare a casa. Forse avrei dovuto prendere il coraggio a due mani e portare qui anche i ragazzi.

Astronomia dalla Luna??

Per carità!!! Eppure..... La corsa alla Luna è ormai ripartita e credo sia inarrestabile. Perchè non approfittarne? Sono andata alla riunione del Working Group "Astronomy from the Moon" dell'IAU. Ne esisteva già uno ma forse si è estinto e quindi si sta ricreando. Potrei farne aprte ma vorrei documentarmi meglio: sia l'ESA (e l'ERC) che la NASA hanno promosso commissioni che hanno prodotto dei reports. Heino Falcke che ha promosso il meeting vuole fare radioastronomia a bassa frequenza dal lato oscuro della luna.... ovviamente è il suo campo e l'ha venduta bene, ma forse è anche l'unica cosa non folle (molte cose sarebbero già a TRL >=5) da fare. E se ci mettessimo un fotometro? E l'UV? I'll stay tuned....

sabato 13 giugno 2009

Avete mai avuto una Prof. così?

"....adesso potete cominciare a camminare da soli. Abbiate sempre la voglia di fare e di proporvi; siate severi verso voi stessi, indignatevi quando occorre! Un progetto di vita prevede curiosità, sguardo limpido, mente aperta. Volate alto. Con affetto, F.Q."
Queste è il saluto della Prof. di lettere di mia figlia l'ultimo giorno della terza media.
Una Prof. fantastica che ha insegnato a pensare e a ragionare mentre trasmetteva conoscenza.
Sono certa che il suo insegnamento accompagnerà questi ragazzi per tutta la vita. E sono contenta che mia figlia l'abbia incontrata lungo il suo cammino. Grazie Prof.!

Un pezzetto di luna a casa propria??


Rilancio questa notizia da "CIELO! Newsletter di astronomia e astronautica" :

VOGLIO LA LUNA:

Volete vincere un pezzo di Luna? Fra il 20 e il 21 luglio

2009, a seconda del fuso orario, si festeggia il 40esimo anniversario dello

sbarco sulla Luna e per l’occasione la rivista americana The New Scientist

organizza una competizione che mette in palio proprio un pezzo del nostro

satellite naturale. Cosa fare? Scrivere una frase alternativa a quella del “grande balzo per l’umanità” pronunciata da Armstrong quando calcò il suolo lunare. La frase migliore sarà premiata. Tutte le informazioni su www.newscientist.com

mercoledì 20 maggio 2009

Future & Dreams

The future belongs to those who believe in the beuty of their dreams (Eleanor Roosevelt)

lunedì 20 aprile 2009

Women can't do science?

Ci sono meno donne nell'ambiente scientifico americano (USA) che in Europa.
Ho sempre creduto che il motivo principale fosse da ricercare nella maggiore mobilità del mondo del lavoro negli USA, che determina ovvie difficoltà a conciliare famiglia e carriera.
Pare invece che non sia solo questo il motivo, ma che invece ci sia tuttoggi un pregiudizio in parte della società americana verso la capacità delle donne a fare scienza.
Questo è quanto si evince leggendo un articolo apparso sul Washington Post del 14 aprile scorso firmato da Christina Hoff Sommers. La Hoff Sommers interviene sulla politica del Presidente Obama, il quale ha auspicato l'estensione al campo delle scienze e dell'ingegneria di misure simili al Titolo IX, una legge che obbliga le Università americane a destinare uguali fondi alle attività sportive maschili e femminili. Obama ritiene che simili azioni, opportunamente adattate e perseguite con la dovuta attenzione, determinerebbero una maggiore partecipazione femminile alla scienza e all'ingegneria.
La Hoff Sommers ritiene che queste misure siano da bandire perchè danneggerebbero la scienza americana. Nel propugnare azioni per giungere ad una parità di opportunità per uomini e donne nel campo delle scienze secondo la saggista americana si vuole dare soddisfazione politica alle associazioni che lottano per la parità ma si ignorano le conclusioni di "altri" studiosi, che la Hoff Sommers ritiene essere la maggioranza, i quali affermano che le motivazioni per cui le donne sono maggiormente presenti nelle discipline umanistiche e sociali piuttosto che scientifiche siano "biologiche" e non da cercarsi nei condizionamenti sociali. Conclude la Hoff Sommers con un monito al Presidente e al Congresso a non sostenere una politica di uguaglianza dei generi "non testata" e non abbastanza "dibattutta" nel campo scientifico in cui agli USA è riconosciuta l'eccellenza e che è vitale per l'economia e la difesa nazionale!
L'articolo della Hoff Sommers è leggibile sul sito http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/04/13/AR2009041302119.html
La reazione indignata delle astronome americane può essere seguita sul blog "http://womeninastronomy.blogspot.com/2009/04/christina-hoff-sommers-is-at-it-again.html"

Pubblicato originariamente su http://www.professioneastronoma.it

venerdì 17 aprile 2009

Pianeti di altre stelle e vita nell'Universo


Giovedì 23 aprile alle 19, terzo incontro del "Caffè Scientifico alla libreria Tertulia", organizzato dal Dipartimento di Fisica e Astronomia e dall'Osservatorio Astrofisico di Catania. Si tratta di incontri con i ricercatori per discutere di argomenti di attualità scientifica; ogni incontro prevede una breve relazione introduttiva seguita da un dibattito.

Il tema di questo incontro, è Pianeti di altre stelle e vita nell'Universo. L'ingresso è libero.

lunedì 13 aprile 2009

I Vicerè

Ho finito di leggere "I Vicerè" e mi chiedo perché questo sia un libro così poco conosciuto. Ha lo spessore del grande romanzo storico e nella letteratura italiana non ricordo molti esemplari, piuttosto mi viene in mente certa letteratura russa dell'ottocento. La storia è ambientata in un ventennio a cavallo, e poco oltre, l'unità d'Italia. Eppure i personaggi, le loro azioni, i metodi e i  moventi sono gli stessi di oggi. Se fosse stato scritto ai nostri giorni avremmo potuto pensare che la trasposizione storica volesse coprire l'identificazione con personaggi politici e uomini pubblici della nostra epoca. Altra cosa sorprendente è il linguaggio. La prosa di Federico de Roberto mi è sembrata fuori dal tempo, il linguaggio usato non ha niente che lo renda "datato". 
Alla fine della lettura mi è rimasta molta curiosità per l'autore e voglia di leggere dell'altro.

domenica 22 marzo 2009

Fare il pane (e i panini con semi di papavero e di lino)

Come un virus, la "moda" di fare il pane in casa ha colpito anche me, trasmesso da un amico che ringrazio per questa piacevole malattia.
Per adesso, e credo per "sempre" mi limito a fare il pane con la macchina del pane (mdp). Ho scoperto in diversi siti visitati che ci sono "i puristi" che usano sono lievito di pasta madre (che portano con se in vacanza), i quali guardano con commiserazione a quelli che invece "più praticamente" fanno uso della mdp. Io non sono purista e mi accontento di sperimentare, almeno finché mi divertirò a farlo. Come mi era stato detto, le ricette della mdp sono abbastanza deludenti. Per fare un buon pane bianco la ricetta del mio amico dice:
100 gr di farina 0 (manitoba)
100 gr di farina di semola
100 gr di farina 00
200 gr di acqua (proporzione 2/3 rispetto alla farina)
1 e 1/2 cucchiaino (moka) di sale
1 e 1/2 cucchiaino (moka) di zucchero
1 e 1/2 cucchiaino (moka) di lievito di birra essiccato (pane angeli per pane/pizza)

La mdp insegna che occorre mettere prima l'acqua il sale e lo zucchero, quindi le farine e in una fossetta della farina il lievito. Questo soprattutto nel caso in cui si programmi la mdp perché il pane sia pronto ad una certa ora. Questo è l'aspetto che più mi è sembrato interessante, perché in questo modo posso avere del pane fresco al mattino per la merenda a scuola dei figli, e quindi di nuovo del pane fresco a sera quando rientriamo.

Il pane ottenuto con questa ricetta è abbastanza buono, ma non si mantiene a lungo.

Naturalmente tra le prime idee che mi sono venute da quando faccio il pane (1 settimana da oggi), c'è quella di acquistare farina bio di diversi tipi e fare diverse prove.
Ho acquistato farina integrale di farro, integrale di avena, integrale di grano, e poi bio di semola e bio 0 (manitoba). Ho acquistato anche semi di lino e di papavero.

A proposito di farine bio e panificazione, ho trovato molto interessante questo post di Dario Bressanini sul Blog "Scienza in cucina" su Le Scienze: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/03/09/le-difficolta-del-pane-biologico/

Tre le prove degne di nota, sia per gusto finale sia per durata della bontà del pane riporto questa ricetta (per brevità Pane di farro, ma è riduttivo)
120 gr di farina 0 (manitoba)
100 gr di farina di semola
80 gr di farina integrale di farro
200 gr di acqua (proporzione 2/3 rispetto alla farina)
1 e 1/2 cucchiaino (moka) di sale
1 e 1/2 cucchiaino (moka) di zucchero
1 e 1/2 cucchiaino (moka) di lievito di birra essiccato (pane angeli per pane/pizza)

Per questo pane utilizzo la modalità di impasto per pane integrale (riscaldamento iniziale degli ingredienti).

Oggi (domenica) avendo un po' di tempo a disposizione ho provato a fare Panini con i semi di lino e con i semi di papavero. Ho utilizzato la mdp solo per impastare e lievitare quindi ho continuato a mano e cuocendo nel forno. I panini sono eccellenti. Ecco la ricetta (12 panini):

150 gr di farina 0 (manitoba)
200 gr di farina di semola
150 gr di farina 00
100 gr di farina di farro
400 gr di acqua
2 e 1/4 cucchiaino (moka) di sale
2 e 1/4 cucchiaino (moka) di zucchero
2 e 1/4 cucchiaino (moka) di lievito di birra essiccato (pane angeli per pane/pizza)

Pochi minuti prima che la mdp iniziasse la cottura ho estratto l'impasto, ho lavorato l'impasto con un po' di farina di semola.
Ho quindi diviso l'impasto in due parti. Con una metà ho preparato 6 panini che sono stati passati in un piatto nel quale ho posto i semi di papavero (bagnati perché sciacquati sotto l'acqua corrente in un colino e poi ben scolati), finchè la loro superficie è risultata completamente coperta di semini. Nell'altra metà ho mescolato un pugno di semi di lino che avevo lasciato in ammollo in una tazza per circa due ore. Ho aggiunto ancora un po' di farina di semola (per asciugare l'umidità introdotta con i semi), quindi ho formato 6 panini che ho passato nella farina di semola prima di porli sulla teglia insieme agli altri. Ho posto la teglia in forno spento ma precedentemente riscaldato a 50 gradi, lasciando riposare i panini per circa 50 minuti prima di accendere il forno a 200 gradi e completare la cottura fino ad avere i panini ben dorati.
I panini sono piaciuti molto anche ai ragazzi, che in genere sono molto scettici verso le discontinuità di consistenza del cibo.... insomma credevo che la presenza dei semini non sarebbe stata apprezzata! Invece!!!

PS: Ho anche provato a inserire i semi di lino (circa 6 cucchiai x 12 panini) direttamente nella mdp: ottimo risultato.


venerdì 27 febbraio 2009

Gianrico Carofiglio

Oggi non sono andata in Istituto. E' raro che un evento esterno cui non sia "obbligata" a partecipare mi faccia fare una scelta di questo tipo. Anzi, credo che negli ultimi dieci anni non mi sia mai capitato, non per troppo senso del dovere ma perché il mio lavoro mi coinvolge e mi appaga.
Invece oggi ho deciso di andare alla presentazione del libro Né qui né altrove. Una notte a Bari di Gianrico Carofiglio, organizzato dalla Facoltà di Scienze Politiche.
Carofiglio mi interessa perché non solo è un bravo narratore, ma soprattutto perché il protagonista delle sue storie - sia esso l'avvocato Guerrieri o la voce narrante di quest'ultimo libro (ovvero l'autore..) - ha un modo di sentire e di porsi che mi è vicino. Molto. E' una questione di generazione? Oppure/anche il vivere in una "città di confine" (uso le sue parole) quali Bari o Catania fa si che ci sia questa assonanza? Questo modo di sentire, l'essere né qui né altrove, e la visione di ciò che ci circonda da un punto di vista "slightly out of focus" (queste sono ancora sue parole ma citava Robert Capa) mi e' familiare.

domenica 22 febbraio 2009

Gatti e riconoscimento

Ho fatto sterilizzare Mozart, il mio bellissimo gatto bianco e nero. Aveva iniziato a segnare il territorio e siccome il "suo" territorio coincide con quello di noi 4 umani di casa, non abbiamo avuto altra scelta. Mozart è figlio di Mirtilla, una bella gattona bianca a macchie nere, che ha concepito Mozart e i sui tre fratelli dopo una fuga da una casa di vacanza l'estate di due anni fa. Avevamo preso in affitto quella casa dopo accurata scelta tra le possibili, utilizzando il criterio che fosse "sicura" per la nostra gatta. Ma non è stato così: il richiamo dei gatti in amore di tutta "Donnafugata" è stato superiore alle nostre forze di trattenerla in casa. Non è stato un male, anzi: Mozart è rimasto con noi - gli altri sono andati a vivere con altre famiglie - e con la sua mamma fanno una felice coppia di gatti di appartamento. Anche se noi stiamo fuori quasi tutto il giorno, loro non sono mai soli, sono i padroni di casa e fanno una vita da gattoni felici e sereni.

Però quando Mozart è tornato a casa dopo la sterilizzazione è successo qualcosa di strano e per me inaspettato. Mirtilla, la mamma premurosa che ha continuato fino a pochi giorni fa a far mangiare per primo il figliolo, sebbene non proprio piccolo ormai, anzi fisicamente più grande di lei, ebbene si Mirtilla non ha accettato Mozart "sterilizzato". Lo sente "diverso": soffia, ringhia e lo tiene a distanza ormai da tre giorni. E' probabile che all'inizio sia stato lui a non farsi avvicinare. La prima notte dopo l'operazione abbiamo fatto in modo di lasciare Mozart tranquillo, lontano da Mirtilla per timore che - pur non volendolo - potesse infastidirlo. All'indomani li abbiamo lasciati tutto il giorno insieme, ma quando siamo rientrati abbiamo trovato che Mirtilla si poneva verso Mozart come se fosse un intruso. Non credo che lo abbia scambiato per un gatto mai visto prima. Lei è troppo eccitata e non lo molla un istante: è estremamente interessata a lui. Ma evidentemente lui fa un qualche "odore" nuovo e lei ne è terribilmente disorientata. Il primo giorno di questo nuovo atteggiamento della mamma, Mozart era mortificato e sopreso. Tendeva a nascondersi, probabilmente aveva anche bisogno di recuperare. Adesso sembra in piena forma, e allora le va dietro, le si butta davanti a pancia in aria, quasi a offrirsi. In ogni caso non indietreggia quando lei ringhia. E si inseguono in giro per la casa dando luogo a battaglie inusuali.

Sono abbastanza fiduciosa che prima o poi ritorneranno ad essere confidenti l'uno nell'altro. Ma quanto ci vorrà? Ed è poi vero che Mozart odora diversamente? Certo, l'intervento subito è causa di un diverso assetto ormonale: ma è possibile che questo sia "sentito" immediatamente dall'altro gatto?

domenica 8 febbraio 2009

Storie Spaziali

C'è un blog che seguo da circa un anno: Storie Spaziali che sul sito "le Scienze" è tenuto da Claudia Di Giorgio. Lo seguo perchè mi sono occupata e mi occupo di strumenti scientifici per fare esperimenti di astrofisica dallo spazio, ma anche (direi soprattutto) perchè sono molto curiosa su tutto ciò che riguarda l'esplorazione e l'uso dello "spazio". Inoltre il taglio che l'autrice dà al suo blog è molto azzeccato a parer mio.  
Oggi ho trovato un post che mi ha lasciata ammutolita:  il Testamento Biologico dell'autrice, scritto come atto di testimonianza civile. Sono ammirata per la forza di questo gesto. Brava.

Raccontarsi o Raccontare ??

Raccontarsi......
Ho aperto questo blog per capire come il software di blogger.com fosse strutturato, poiché in questo ambiente è stato aperto il blog "Professione Astronoma" cui collaboro. Insomma l'ho aperto per prendere dimestichezza con lo strumento. Al momento di scegliere il titolo ho pensato "Perché no? Magari ci prendo gusto ad avere  un blog" e ho pensato che "raccontarsi" sia proprio l'essenza di un blog. Però poi non ho raccontato nulla, o meglio non ho raccontato nulla di me come il titolo prometteva.
Perchè?
Ci ho pensato a lungo e sono giunta alla conclusione che ci si può raccontare solo se si è profondamente egocentrici. Non riuscirei a parlare di me senza parlare delle persone che mi sono care o dei miei amici. E a che titolo spiattellare in pubblico i miei pensieri e le mie emozioni se non riguardano solo me?? 
Conosco personalmente uno scrittore che  scrive in modo chiaramente autobiografico. Nei suoi racconti la moglie, i figli, gli amici sono ben identificabili. Leggere le sue storie, ben scritte e pure interessanti, mi procura sempre un certo imbarazzo, perchè mi mette nelle condizioni di essere a conoscenza di fatti ed emozioni che dovrebbero restare privati. Mi sono sempre chiesta: come vive sua moglie il sapere che le incertezze della loro relazione coniugale sono di dominio pubblico?
Allora? 
Magari cambierò il titolo del blog: raccontare..... credo mi sia più consono.


venerdì 6 febbraio 2009

Cittadina del mondo....

Occuparsi di astronomia significa essere parte di un una comunità internazionale molto viva, avere amici e colleghi con cui interagisci giornalmente in diverse parti del mondo: Europa, USA, Cina, Russia, Giappone.. Significa viaggiare molto per conferenze, riunioni di lavoro e osservazioni con telescopi nei posti più reconditi (lontano dalle luci della civiltà). Significa soprattutto vivere la propria professione 24 ore al giorno.
Ma viaggiare molto, vivere in un contesto internazionale, tirare tardi la sera per un esperimento, per un dato che intriga o per scrivere un articolo, è cosa comune alla maggior parte degli scienziati.
Quindi? Cosa c’è di speciale in Professione Astronomo/a? Ogni astronomo/a avrà la sua spiegazione, e sono sicura che alcuni probabilmente pensano che non ci sia proprio nulla di speciale.

Sono arrivata a Fisica dal liceo classico, per voglia di occuparmi di cose che immaginavo più concrete degli studi letterari. Al terzo anno ho scelto Astronomia per curiosità. Quando ho iniziato la mia tesi di laurea, forse è stata proprio la dimensione internazionale del lavoro che mi ha colpito maggiormente. Era la metà degli anni 80 e si coglievano i frutti delle prime osservazioni con telescopi dallo spazio e i primi grandi telescopi da Terra. In molti altri campi della scienza - ad esclusione della Fisica - si era ancora molto chiusi nei laboratori locali.
Insomma, fin da subito ebbi la percezione che la professione dell’astronomo fosse un po’ speciale! Non smetti mai di imparare, scopri sempre cose nuove, impari a non dare niente per scontato, e in più ti fa sentire cittadino/a del mondo.

Voler diventare astronoma per sentirsi cittadina del mondo è quello che mi ha detto Nakisa, una giovane studentessa iraniana che ho incontrato la scorsa estate. Sentire dalla sua bocca parole che era state anche mie, non solo mi ha molto colpita, ma mi ha anche ricordato che lo studio dell’Universo da sempre è riuscito a a legare e far incontrare culture diverse.

Pubblicato originariamente su http://www.professioneastronoma.it