venerdì 27 febbraio 2009

Gianrico Carofiglio

Oggi non sono andata in Istituto. E' raro che un evento esterno cui non sia "obbligata" a partecipare mi faccia fare una scelta di questo tipo. Anzi, credo che negli ultimi dieci anni non mi sia mai capitato, non per troppo senso del dovere ma perché il mio lavoro mi coinvolge e mi appaga.
Invece oggi ho deciso di andare alla presentazione del libro Né qui né altrove. Una notte a Bari di Gianrico Carofiglio, organizzato dalla Facoltà di Scienze Politiche.
Carofiglio mi interessa perché non solo è un bravo narratore, ma soprattutto perché il protagonista delle sue storie - sia esso l'avvocato Guerrieri o la voce narrante di quest'ultimo libro (ovvero l'autore..) - ha un modo di sentire e di porsi che mi è vicino. Molto. E' una questione di generazione? Oppure/anche il vivere in una "città di confine" (uso le sue parole) quali Bari o Catania fa si che ci sia questa assonanza? Questo modo di sentire, l'essere né qui né altrove, e la visione di ciò che ci circonda da un punto di vista "slightly out of focus" (queste sono ancora sue parole ma citava Robert Capa) mi e' familiare.

Nessun commento:

Posta un commento